Educazione Alimentare – Nutrizione

Negli ultimi decenni è decisamente cresciuto l’interesse nel settore dell’alimentazione e sul legame alimentazione e benessere.
Si sono sviluppati il biologico, l’OGM, la nutriceutica., la nutrigenomica, gli alicamenti, gli omega 3 e gli omega 6….


A fianco ai tanti divieti ed alle tante affermazioni in negativo, riprendendo un po’ per comodità come sempre, Ippocrate, che affermava “mangiate tutto e un po’ di tutto”, si fa strada la geniale osservazione che a fianco alle terapie con farmaci, alla cosiddetta chemioprevenzione farmacologica, possa esistere ed essere validamente usata come strumento preventivo logico e integrativo alle tradizionali terapie farmacologiche, la cosiddetta “chemioprevenzione alimentare”.


Quindi in positivo e non più in negativo, si può costruire un percorso che parte dell’età scolare, e che porta ad acquisire e sviluppare “il dovere di essere sani”. Anche l’impostazione delle denominazioni farmacologiche che nel XX secolo era basata sugli “anti” (anti-biotici, anti-mitotici, anti-micotici, anti-infiammatori, anti-staminici, anti-secretivi….), nel XXI secolo vira verso i pro (pro-biotici, pro-cinetici, prostaglandine, protettiti…).

Questa proiezione verso la vita – pro bios – in contrapposizione con l’anti bios, è quindi espressione di un proiezione positiva, nel pieno ridimensionamento dei sacri storici divieti, attuando un percorso lungo ed articolato basato
sull’acquisizione di elementi, alimenti, e di uno stile dietetico inquadrabile, nell’ambito di una vera e propria prevenzione alimentare o meglio chemioprevenzione alimentare.
Oggi la scienza può permettersi di affermare con certezza gli aspetti positivi e curativi di tanti alimenti, in più con la nutrigenomica si può arrivare ad una vera e propria dieta personalizzata anti cancro.
La nutrigenomica, infatti, è l’applicazione delle scienze “omiche” (genomiche, trancriptomiche, proteomiche, metabolomiche) alla ricerca nutrizionale

Per millenni tutte le religioni nessuna esclusa hanno avuto le loro credenze, un insieme di riti condivisi con i fedeli e alcune regole o precetti, che spesso riguardavano anche la sfera dell’alimentazione. Tra questi la gran parte sono dei veri e propri divieti di consumare certi prodotti, altri sono delle prescrizioni o indicazioni limitative, rigorose e restrittive alle quale il fedele deve attenersi per non contrastare quanto previsto dai testi sacri e per avviarsi sulla strada della santità.
Oltre a segnare paradossalmente la strada verso la santità, le restrizioni alimentari erano fortemente connesse con riti, sacralità, perfezione, sopravvivenza non solo biologica ma soprattutto culturale.
Spesso analizzando la materia vastissima dei cibi proibiti e dei cibi permessi si può vedere come molte delle specie proibite non comportino rischi particolari, mentre molte altre specie permesse possono essere tanto o più pericolose di quelle proibite.


Ancora più spesso oltre “all’eccesso di divieti” non veniva abbinato o contrapposto un sano ed igienico suggerimento alimentare.
Nel 2008 si è celebrato l’anno sulla regolamentazione alimentare anti tutto: anti fast food – anti grassi trans – anti sale – anti zucchero con campagne comunicazionali contro tutto…………

L’idea di Ippocrate, mangia di tutto ma in misura contenuta, è stata ripresa solamente nel terzo millennio quando si è cominciato ad affermare il concetto di “pochi divieti, l’importante è la quantità”.
Mentre nei secoli e nei millenni passati i divieti religiosi (cibo per l’anima – lo spirito e la carne, la religione nel piatto – religione e cibi – religione come cibo, cibo come religione – etc. etc. ) erano fortemente supportati addirittura da indicazioni e sostegni giuridici, nel terzo millennio vengono
fuori anche indicazioni delle istituzioni e del Ministero della Salute sulla corretta alimentazione, riducendo i divieti e suggerendo in positivo lo stile dietetico.


Nel termine stile dietetico, sono incluse una serie di voci la cui gran parte riguarda l’alimentazione in senso stretto, ma una parte non irrilevante riguarda comportamenti, tendenze, modalità di….oltre che atteggiamenti psicologici preventivi. Per esempio modalità di spesa, di esecuzione dei pasti, stagionalità, costanza – continuità – perseveranza, educazione alimentare… (vedi tabella stile dietetico).


L’invenzione del super pasto ( BMJ) polymeal, ha contribuito ad invertire la tendenza punitiva del precedente millennio, mettendo bene in evidenza come l’aspettativa di vita può variare notevolmente in base all’alimentazione: un corretto stile dietetico non può essere disgiunto dal
concetto di stile di vita
Sempre pensando in positivo, si concludono i divieti e le eliminazioni radicali per approdare alla valutazione sempre più attenta della quantità, “quella che fa male è la quantità più…..” “vuoi star bene, mangia bene !”.

La nostra filosofia basata sulla chemioprevenzione alimentare non deve essere una prescrizione medica da ospedale o da farmacia bensì da scuola, da casa, supermercato, ristorante e “a tavola tutti i giorni”

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