Prevenzione

Articoli e considerazioni del Prof. Ercole De Masi sulla prevenzione

FINO A 90!

Nel terzo millennio tutti si riempiono la bocca con la parola PREVENZIONE; in realtà  tutti  ne  parlano,  ma  pochi  la  fanno!   La Calabria, con la Sicilia e la Campania, sono le tre regioni in cui si muore prima (3 anni rispetto alla media) e ci si ammala di più.  In queste  tre  regioni  la  filosofia  della  prevenzione  è poco  conosciuta, e l’utilizzo  delle  campagne  di  prevenzione/screening, è  scarsamente sviluppato.

Il nostro progetto “preventivologico” vuole contrapporsi alla “rivoluzione negata” sul tema prevenzione ,  tanto promessa, finanziata,  mai realmente attuata, provando noi a ribaltare la posizione di retroguardia della Regione Calabria.

La prevenzione è un’azione di cambiamento socio-culturale sostanziale, e come tale suscita immancabili difese o rifiuti. La reazione immediata di fronte a una proposta/ipotesi di cambiamento è: “se ora sono chiamato a cambiare , vuol dire che quanto ho fatto finora è sbagliato!”.

La prevenzione quindi per essere attuata a fronte di una prima reazione sempre difensiva, deve fronteggiare numerosi tabù e resistenze, in primo luogo proprio da parte degli utenti.

La Prevenzione Primaria ha il suo campo d’azione sul soggetto sano e si propone di mantenere le condizioni di benessere e di evitare la comparsa di malattie. In particolare è un insieme di attività, azioni ed interventi che attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e l’allontanamento o la correzione dei fattori causali delle malattie, tendono al conseguimento di uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale dei singoli e della collettività o quanto meno ad evitare l’insorgenza di condizioni morbose.

La Prevenzione Secondaria, attiene a un grado successivo rispetto alla prevenzione primaria, intervenendo su soggetti già ammalati, anche se in uno stadio iniziale (fasi prodromiche o precliniche). Rappresenta un intervento di secondo livello che mediante la diagnosi precoce di malattie, in fase asintomatica (programmi di screening) mira ad ottenere la guarigione o comunque limitarne la progressione. Consente l’identificazione di una malattia o di una condizione di particolare rischio seguita da un immediato intervento terapeutico efficace, atto a interromperne o rallentarne il decorso.

La Prevenzione Terziaria, fa riferimento a tutte le azioni volte al controllo e contenimento degli esiti più complessi di una patologia. Consiste nell’accurato controllo clinico-terapeutico di malattie ad andamento cronico o irreversibili, ed ha come obiettivo quello di evitare o comunque limitare la comparsa sia di complicazioni tardive che di esiti invalidanti. Con prevenzione terziaria si intende anche la gestione dei deficit e delle disabilità funzionali consequenziali ad uno stato patologico o disfunzionale. Si realizza attraverso misure riabilitative e assistenziali, volte al reinserimento familiare, sociale e lavorativo del malato, e all’aumento della qualità della vita.

La prevenzione quaternaria o prevenzione della ipermedicalizzazione o prevenzione della medicina non necessaria, è una forma di prevenzione in medicina, al fine di prevenire, ridurre o evitare le conseguenze della “commercializzazione” della malattia. Essa può essere definita come “Azione intrapresa per identificare pazienti a rischio di overmedicalization (sovra-medicalizzazione), per proteggerli da un approccio medico aggressivo, scorretto e suggerire interventi che siano eticamente accettabili; tale concetto è ormai accettato in varie branche della medicina”.

Sono quattro azioni fondamentali nello sviluppo e nella tutela della salute, però il nostro progetto prevede l’implementazione in particolare delle prime due forme di prevenzione.

Con la prevenzione primaria intendiamo sviluppare programmi di informazione, educazione e comunicazione, orientati a individuare i fattori di rischio per la salute e a correggere gli stili di vita e lo stile dietetico.

Con la prevenzione secondaria il nostro obiettivo è di intervenire sulla popolazione “sana-asintomatica”, sviluppando/ utilizzando le DPCP (Detectable PreClinical Phase) che esistono per ogni tipo di patologia o situazione clinica. I settori anatomici di sviluppo della diagnosi precoce per i quali esistono anche delle linee di indirizzo e di supporto da parte delle regioni sono: l’apparato mammario, l’apparato uro-genitale maschile e femminile, l’apparato digerente, l’apparato cardiovascolare, l’apparato respiratorio, l’apparato cerebrovascolare e neurologico, ….

Volendo dare una spiegazione del titolo di questo progetto “fino a 90”, sottolineiamo come la vita possa ricominciare a 50 anni! Cosa vuol dire? Oggi la ricerca scientifica “accreditata” sull’invecchiamento e sull’anti aging ha dimostrato che se dai 50 anni  ai 70 anni si arriva in buona salute, le probabilità di aggiungere altri 20 anni e di arrivare quindi ai 90 sono alte. Correggendo alla soglia dei 50 anni ,  con un’opera importante di prevenzione primaria e secondaria, togliendo tutti i fattori di rischio o di malattia subclinica, la possibilità di arrivare ai 90 è del 54%. Se si è pigri o se al movimento si preferisce la vita sedentaria, la percentuale scende al 44%. Con la pressione alta la possibilità di arrivare ai 90 cala al 36%, se si è obesi, in sovrappeso o affetti da sindrome metabolica (SMET) cala al 26%; se si fuma al 22%.

Se si riesce quindi a spostare la soglia dell’inizio dei propri problemi di salute ai 70 anni le possibilità di arrivare ai 90 sono alte!

I programmi di prevenzione facilmente attuabili sia come educazione sanitaria sia come ricerca di diagnosi precoci o di fasi precliniche, possono realmente, con un’alleanza preventivologica intelligente, realizzare questa rivoluzione a favore dei 90 anni.

Nell’anno 2018, per passare dalla teoria alla pratica, si potrebbe sviluppare per i soggetti al di sopra dei 50 anni (con l’intento di portarli sani ai 70) un percorso di prevenzione primaria, informativo/educativo sanitario con la classe medica, ma soprattutto con la popolazione sul significato reale di prevenzione, sui vantaggi economici, in termini di salute, e in termini di guadagno di anni di vita, pur cominciando in un secondo momento della propria vita.”

Nell’ambito della prevenzione secondaria/diagnosi precoce, a seconda della disponibilità degli specialisti, si potrebbe sviluppare un programma di screening per le malattie cardiovascolari (PA, BMI, WHR – waist hip ratio – rapporto vita/fianchi, analisi di laboratorio,…), per l’apparato digerente (sangue occulto fecale, Helicobacter Pylori, valutazione stipsi, parametri nutrizionali,…), per l’apparato mammario (mammografia), per l’apparato uro-genitale (PSA e pap test), per l’apparato neurologico (test di valutazione precoce di malattie neurodegenerative,…), per dismetabolismi/sindrome metabolica (analisi di laboratorio, BMI, WHR – waist hip ratio – rapporto vita/fianchi, OSAS, disfunzione erettile…).

È quindi opportuno prevedere un convegno nel quale discutere i grandi temi della prevenzione con la partecipazione della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), Prof. F. Schittulli, con le Istituzioni Regionali e Nazionali e con la popolazione.

A seconda della disponibilità di colleghi specialisti orientati alla prevenzione si potrebbero attivare altresì attività ambulatoriali gratuite nei vari settori della salute. Di immediata attuazione lo screening per la sindrome metabolica, per le malattie neurodegenerative, per le malattie dell’apparato digerente…

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